Opzioni di Accessibilità

Skip to main content

Scelta della scuola e conflitto tra genitori

Scritto da Avv. Pietro Citti.
Scelta della scuola e conflitto tra genitori

Il Caso

È frequente che un tribunale sia chiamato a determinare presso quale scuola, pubblica o privata, iscrivere un figlio minore quando vi è disaccordo tra i genitori. La decisione sulla scelta della scuola deve essere presa congiuntamente dai genitori, considerando l’interesse del minore. In caso di divergenza, l’istruzione pubblica viene generalmente considerata, salvo la presenza di motivazioni oggettive che rendano più adatta la scelta di una scuola privata.

Quali soluzioni indica il diritto?

La questione riguarda la relazione tra responsabilità genitoriale, conflitti tra genitori sulle decisioni importanti e i diritti dei figli previsti dagli artt. 30 e 33 Cost.

Anche in caso di crisi tra i genitori, restano invariati i loro doveri verso i figli, incluso il mantenimento, l’istruzione e l’educazione. Se non trovano un accordo sulle decisioni riguardanti i minori, ciascun genitore può rivolgersi al giudice, il quale valuta esclusivamente l’interesse superiore del minore.

La Convenzione di New York del 1989 sancisce che l’interesse del minore deve prevalere su ogni altra considerazione (art. 3), principio rafforzato dalla Corte costituzionale e dalla l. n. 54/2006, che disciplina anche l’affido condiviso. I genitori devono prendere insieme le decisioni più importanti, come la scelta della scuola. In caso di disaccordo, decide il giudice secondo quanto stabilito dagli artt. 316 c.c., 337-ter c.c. e 709-ter c.p.c..

Nelle controversie relative alla scelta tra scuola pubblica o privata, i giudici optano generalmente per istituti pubblici. La Costituzione (artt. 33 e 34) garantisce un sistema educativo pluralista, affidato sia a soggetti pubblici sia privati, tutelando la libertà di orientamento scolastico. Tuttavia, la scelta di una scuola privata richiede l’accordo consapevole di entrambi i genitori, valutando attentamente principi e finalità educative dell’istituto.

La giurisprudenza afferma che i tribunali preferiscono generalmente le scuole pubbliche, come espressione del sistema nazionale di istruzione, ricorrendo alle scuole private solo in presenza di chiari elementi a favore dell’interesse concreto dei figli. Questa scelta, più che culturale, si basa sull’interesse del minore e sulla tutela della sua salute psicofisica e della stabilità delle sue abitudini scolastiche.

Quando un minore è molto piccolo e affronta cambiamenti dovuti alla separazione dei genitori, il Tribunale ritiene che sia nell’interesse del bambino mantenere la situazione scolastica esistente per evitare ulteriori traumi. Se invece il minore è quasi adolescente e deve iniziare un nuovo ciclo scolastico, cambiare scuola viene ritenuto meno problematico. 

In assenza di accordo tra i genitori e di specifiche controindicazioni, l’istruzione pubblica è preferita perché gratuita e obbligatoria fino ai 16 anni, mentre quella privata prevede costi e può avere indirizzi educativi particolari. Il Tribunale può favorire la scuola privata solo se ci sono motivazioni concrete, come la necessità di continuità scolastica o questioni economiche specifiche.

Conclusioni

In caso di contrasto sulla scelta tra scuola pubblica o privata, il Giudice deve valutare la situazione concreta considerando se un cambio di ambiente scolastico possa creare disagio nei figli soprattutto se si tratta di un bambino in tenera età che ha un primo approccio con la scuola (es. Scuola materna, primaria).

Nel caso in cui il minore sia vicino al raggiungimento della maturità o comunque stia frequentando la scuola secondaria di secondo grado occorrerebbe comunque valutare le sue argomentazioni e offrirgli strumenti per una decisione consapevole. 

Assistenza dell’avvocato

In sintesi, la priorità è sempre l’interesse del minore, e l’avvocato gioca un ruolo fondamentale nell’aiutare i genitori a trovare un accordo, o a richiedere l’intervento del giudice se quest’ultimo non è possibile. Pertanto, lo studio legale fornisce in questi casi:

  • Consulenza e assistenza legale transattiva;
  • Proposta di Mediazione familiare.
  • Assistenza legale per risoluzione contenzioso.